giovedì 27 novembre 2008

Misunderstanding, il bello di lavorare a Chìavari o Chiàvari o Chiavarì

Sto qui seduto alla scrivania, mentre riempio un foglio di excel di numeri per cercare di capire di che morte devo morire.
Suona il telefono:
Lei: Pronto Signore?
Io: si abbastanza
Lei :prego?
Io: si sono signore
Lei:ahhhh volevo sapere se sta sempre lì a Chiavàri
io: magari
Lei: non sta più a Chiavàri?
Io: no purtroppo no, sa sono in ufficio
Lei: bene le volevo fare una proposta
Io: bene sentiamo
Lei ho una mervavigliosa offerta da proporle
Io: veniamo al dunque?
Lei: 64 bottiglie di vino assortito
Io: e io chissà cosa mi pensavo
Io: la ringrazio ma non interessa
click
Cosa ho capito da questa telefonata?
se stai a Chiàvari, stai sempre lavorando
se invece stai li a Chiavàri la situazione salvo sorprese dovrebbe essere molto più piacevole
Però se stai li a Chiàvari puoi rispondere alla chiamata della signorina del vino
se invece stai li a Chiavàri non le rispondi di sicuro.

Life is too short .

mercoledì 26 novembre 2008

Onori ed oneri

Quest'anno la mia piccola azienda è stata scelta per una delle cene di gala di dicembre.
Una cena benefica, il ricavato va all'onlus che lo organizza.
Per quanto ci è stato possibile abbiamo decurtato costi e ricavi, fino a trovare un paio di sponsors per la fornitura di vino e spumante.
Ora si parte con l'organizzazione, 300 persone a cena non sono uno scherzo, mise en place completa, allestimento del buffet dell'aperitivo, tovaglie posate piatti camerieri chef ect ect
Il menù è praticamente pronto ora devo solo mettermi qui ed impaginarlo. Il mio problema dare i nomi alle pietanze, si per me è un problema perchè per me quando vado al ristorante e leggo
Penne su vellutata di borlotti con cruditè dello chef
per me è pasta e fagioli ora devo trovare un bel nome alle crèpres e alle orate
per le crèpes credo di essere a posto per le orate un bel nome potrebbe essere Gina e Maria?

delirio da organizzazione

Enjoy life

lunedì 24 novembre 2008

Mi faccio forza

Dunque, stasera partecipo alla prima cena aziendale della mia vita.
Bè avendo sempre lavorato nell'azienda di famiglia, non se ne era mai fatta.
Così quest'anno in accordo con i nostri collaboratori si va mangiare fuori prima dello stress del natale.
Mia figlia quando le ho detto vieni, mi ha detto no grazie, ma dentro le deve essere scoppiata una risata fragorosa
In compenso domani è l'ultimo giorni di riposo che ovviamente ho deciso di passare alla nuova fiera di genova
Piùmenù expo
fuori casa e ristorazione colettiva
vi farò sapere com'era....del resto domani è l'ultimo giorno........
Mercoledi comincerà la long run o l'inizio del tunnel natalizio ci si sente ..
stay tuned

giovedì 20 novembre 2008

Platinette mi ha influenzato


Io ascolto radio Dee jay.

No no, un momento non è uno slogan è un'affermazione, la Stefy si dai la Stefi di Genova, conosciuta su icq e poi a qualche cena, abbiamo persino fatto insieme un pellegrinaggio a Maranello, mi ha fatto migrare a Radio Deejay circa 10 anni fa.

Ma togliamo questa ridondanza di dati e passiamo ai fatti. La mattina ascolto Platinette, mentre vado al lavoro, l'altro ieri mi trovavo in Bargonasco sul rettilineo du Feràa che sento questa affermazione


Così Martedì capito in un negozio di dischi e lì in bella mostra un live 2006 della Barbra Statunitense. Un doppio live niente che vi volessi dire di speciale, solo compratelo vale tutti i soldi spesi

lunedì 17 novembre 2008

Forse sarebbe meglio se stessi zitto

Quando ho stipulato l'adsl con infostrada, preso da stanchezza devo aver accettato l'invio di Libero news.... non so perchè ma mi arriva.


Poco fa incuriosito dal titolo dell'articolo mi son preso la briga di leggere l'intervista all'onorevole Carlucci.


Il resto del post dopo averlo scritto ho deciso di censurarlo




l'immagine è stata trafugata da qui con un abile gioco del tasto destro del muse

domenica 16 novembre 2008

Alpi al mare 2.0


Solo il primo di novembre, vi scrivevo delle vette innevate viste in mezzo al mare, una particolarità di questo pezzo di Liguria.

Le foto del primo erano belle, ma stamattina era molto più terso e limpido e così vi ho fatto un'aggiunta....un upgrade direste voi geek o un update.. in ogni caso guardate questa e se volete vedere le altre vi mando cordialmente a Flickr

Enjoy Flickr e anche Flockr

sabato 15 novembre 2008

mercoledì 12 novembre 2008

Siamo più incapaci di leggere o di scrivere?

Lo scrivo io che a scuola avevo sempre dei pessimi voti in italiano, si sa scrivere è un dono, ci si può allenare, ma il talento è un'altra cosa.
Dunque provo a scrivere e a farmi capire.
Sabato scorso esce sul secolo XIX, il quotidiano ligure, un articolo a proposito della chiusura di uno storico negozio del carruggio Chiavarese (e non siamo noi!)
In questo articolo vengono citati molti dei negozi che non ci sono più tra tutti anche quello della mia famiglia e citato in questo modo
"È un processo partito da molto lontano che ha visto nel tempo chiudere le tradizionali pasticcerie dove i ragazzi acquistavano le “fregugge” per poche lire. Vallebella diventato poi Bacigalupo e Ranieri, Sanguineti, Senno (ora Panarello), Protej, Dasso, Copello. Ha resistito soltanto quest’ultimo con una data di nascita incredibile: 1826. "
Da sabato mattina ad oggi almeno una sessantina di miei clienti, hanno chiesto lumi sulla chiusura, qualcuno ha persino telefonato.
Questo incredibile errore è dato dalla superficialità nel leggere sicuramente, ma anche un pò nello scrivere, nell'articolo integrale ci sono alcune foto, tra cui quella del nostro negozio, e campeggia sopra questo titolo
"Chiavari, chiudono i negozi storici"
intanto per dovere di cronica vi dirò che non chiudono i negozi storici, ma ahinoi, un negozio storico, Pompeo, una drogheria d'altri tempi quando qualche mio cliente cercava qualcosa di "strano" la mia risposta era sempre una "provato da Pompeo?"
La chiusura di un negozio storico, è una perdita per tutti, non solo per chi ne era cliente, o per chi traeva da questa attività il suo guadagno.
I negozi storici, associati nella più famosa associazione "locali storici" o indipendenti, sono dei veri e propri musei a "cielo aperto" chiunque può vedere, entrare, guardarsi attorno, ascoltare la storia del negozio e gli aneddoti, senza dover neppure pagare il biglietto, i proprietari e i gestori con la loro passione mantengono queste opere d'arte vive a disposizione di tutti, nonostante questi locali siano ormai fuori da ogni logica di mercato, siano attrezzati per servire la propria clientela come 50, 60 e anche 100 anni fa quindi con maggiori costi e minori benefici dal punto di vista economico.
Cosa ci ripaga? ci ripaga il fatto di vedere persone entrare per la prima volta fermarsi in mezzo al negozio e con un sorriso guardarsi attorno senza parlare, rimanere immobili ad osservare cosa questi pazzi abbiano conservato, e quando escono, tutti, come un vecchio disco incantato sanno dire solo una cosa
"mi raccomando non cambiate niente eh!"
Due estati fa entra una signora, è argentina, ha una certa età , con l'accento sudamericano mi dice "li fate ancora i torroncini?" (un tipo di pasta semifreddo) "certo signora" lei lo prende si siede ad uno dei tavolini e se lo gusta guardandosi attorno, ad un certo punto notiamo che la signora ha gli occhi lucidi, e le chiediamo se ha qualche problema, la risposta è disarmante " venivo in questa pasticceria con mia madre nei primi anni trenta (1930) alla domenica compravamo le paste e sempre i torroncini, poi siamo emigrati in argentina ed è la prima volta che torno in italia dal 1935 mi sembra di essere tornata indietro di 70 anni, è tutto come allora anche il torroncino."
Possiamo chiudere sapendo che qualcuno sta aspettando di tornare e ricordare la propria mamma e i torroncini?
Crediamo proprio di no, ma voi per favore leggete bene

sabato 8 novembre 2008

Il giorno del trapasso


Queste sono le cose che fanno di internet internet

Il sito per il calcolo del giorno della propria morte, non so per quale motivo ma il mio giorno è oggi, cioè non proprio oggi ma l'8 novembre del 2038, l'unica cosa che mi scoccia un pò è morire di lunedì, il martedi sarebbe stato il mio giorno di riposo!

mercoledì 5 novembre 2008

tempo di cotognata



In questi giorni, non passa mattina che qualche cliente, mi guardi fisso fisso e mi chieda cos'è questo profumo? E io rispondo con un certo orgoglio Cotognata.

Non che ci sia da essere orgogliosi in genere , ma la cotognata è una di quelle produzioni, talmente caratteristiche, per il nostro negozio, che persino il gambero rosso lo segnala sulla guida dei bar d'italia.

Mi sono accorto però di non aver mai postato la nostra ricetta........



1 kg di mele cotogne

zucchero, limone

Passare le mele con un canovaccio per togliere tutta la peluria

Tagliare in 4 le mele, togliere il torsolo, e mettere in una casseruola coprire d'acqua e mettere mezzo limone

far bollire per circa 10/15 minuti (il tempo necessario ad ammorbidire le mele)

a questo punto scolate le mele e passatele al setaccio, o ad un passaverdura.

Ottenuta la polpa aggiungete nella stessa misura lo zucchero e mettete sul fuoco a cuocere, tenete girato il composto, per evitare che bruci, specialmente quando bolle. fate attenzione la cotognata salta e non è poi così difficile bruciarsi.

Per chi ne fosse in possesso, anni fa la Philips mise in commercio una fantastica pentola (antiaderente) elettrica con frusta termostato e temporizzatore, con quella avrete una cotognata fantastica senza nessuno sforzo

Il tempo di cottura varia per molti fattori, ma la cotognata sarà sicuramente pronta quando:

il colore sarà diventato rossiccio

versato un cucchiaio su un piatto si rapprenderà molto velocemente diventando quasi solida all'istante.

A questo punto dovrete aver preparato delle formine o anche delle stagnole, o delle teglie dove verserete il composto.

Lasciare un paio di giorni e poi estrarre dalla forma.

Alcuni consigli

per la conservazione avete due strade:

la tradizionale ricoprire la cotognata di zucchero o spennellate di tanto in tanto di alcool per liquori

la tecnologica avere una macchina per il sottovuoto, mettere nei sacchetti e chiudere la potrete conservare per tutto l'anno.

Forme e formine

Leggo in giro tra ricette di ungere le forme per estrarre facilmente la cotognata, io estraggo circa 40 kg di cotognata dalle forme e non ne ho mai avuto bisogno basta avere dei piccoli accorgimenti:

tradizionale utilizzare delle formine elastiche (anche quelle di metallo basta che non siano rigide) in modo da poterle allargare facendo pentrare l'aria a quel punto la cotognata si stacca da sola.

tecnologica San Silicone, bè niente come il silicone permette di estrarre la cotognata dalla forma in un battibaleno, però e c'è un però, il silicone non permette alla cotognata di respirare e di addensarsi velocemente, quindi quando effettuerete l'estrazione dovrete essere delicati e decisi, ma soprattutto delicati in modo da non affondare le mani dentro alla pasta ancora morbida.

Zucchero

La quantità di zucchero 1:1 che vi propongo permette alla cotognata una conservazione più lunga, qualora la cosa non vi interessi, perchè avete la macchina del sottovuoto, o perchè pensate di fare e mangiare a breve lo zucchero può diminuire anche drasticamente, io l'ho fatta anche con 400 grammi di zucchero per kg di polpa, certo l'aspro aumenta ma è il suo bello.

Mangiare

Mangiata così, accompagnata con formaggio e qualcuno mi dice con il bollito, ultimamente una signora mi ha detto di averla mangiata da Marchesi, il Grande Gualtiero Marchesi in Franciacorta con Ricota e miele......
noi invece qui in un piccolo buffet l'abbiamo servita sul tagliere con i formaggi.....
Enjoy quince jam

sabato 1 novembre 2008

Cristella e le vette innevate

L'anno scorso, spiegavo in un commento a Cristella, come la conformazione della Liguria permetta, a noi che siamo residenti al centro di quest'arco, di poter osservare le alpi in mezzo al mare.
Ovviamente più facile mostrare che spiegare così stamattina quando mi sono recato al lavoro ed ho visto questo panorama dal mio posto auto sotto casa, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata lei, Cristella.
"Devo fare una foto per mostrale quella cosa delle vette innevate in mezzo al mare".
Questa era la vista da casa mia
e per renderle una panoramica più consona delle vette, che svettano in mezzo al mare mi sono fermato per uno scatto, subito dopo Sestri Levante, la macchina è quello che è, non ho una reflex, se non a pellicola, ma mi sa che prima o poi scappa l'acquisto.
Ecco qui il monte di Portofino che si tuffa in mare e tra una barca, una boa, in mezzo alle nuvole spuntano i monti con la neve in mezzo al mare
At saludi
ps son tornato eh